Vittoria in Tribunale
- Il caso
- La sentenza
Il caso
Si era rivolto al nostro studio legale un signore pensionato M.M. della provincia di Macerata che aveva avuto accesso alla pensione con il sistema “Quota 100”.
Dopo il pensionamento aveva fatto la comparsa in un film, per un solo giorno, percependo una piccola somma pari a € 95,00. L’INPS gliene aveva chiesti indietro € 30.000, notificandogli l’indebito.
La legge (comma 3 dell’art. 14 del D.l. n. 4/2019, convertito in L. 26/2019) prevede la non cumulabilità dei redditi di lavoro con la pensione Quota 100. La sanzione sarebbe la revoca della pensione percepita per l’intero anno in cui si è svolto il lavoro subordinato.
La sentenza
Con sentenza n. 14/2025 pubblicata il 28 gennaio 2025 il Tribunale di Macerata, sezione Lavoro, ha accolto il ricorso presentato dall’avv. Paolini per il suo assistito contro l’INPS.
L’INPS sosteneva che il sig. M.M. avesse lavorato con contratto di lavoro subordinato, in violazione della legge, mentre era in pensione “Quota 100” e da diversi mesi aveva iniziato a trattenergli la somma di € 350,00 sulla pensione. La trattenuta sarebbe continuata sino all’intera restituzione di € 30.000,00.
Il Tribunale di Macerata, invece, ha affermato “in una lettura costituzionalmente orientata provocherebbe ius summum saepe summa est malitia un’applicazione rigorosa e acritica della legge – che non tenga conto delle circostanze a cui le norme devono essere applicate nel singolo caso e delle finalità a cui essere dovrebbero tendere”.
La sentenza ha così aderito alla tesi e alle conclusioni dell’avv. Paolini che sosteneva che la comparsa in un film non poteva essere validamente considerata come lavoro subordinato e ha annullato l’indebito, condannando l’INPS a restituire quanto indebitamente trattenuto.
Scritto e pubblicato da avv. Michela Paolini | 5 febbraio 2025